Villa liberty, Monza
Monza: il rigore Liberty abbraccia la morbidezza del giardino contemporaneo.
A due passi dalla Villa Reale, il fascino Liberty richiedeva un ascolto rispettoso. Abbiamo scelto la solidità delle sfere di Buxus e la nobile terracotta di Impruneta per ancorare il progetto alla storia. Ma un giardino non può vivere di sola memoria.
La nostra ambizione è stata quella di portare, tra queste forme severe, un respiro vitale e inaspettato. Volevamo dimostrare che l’autorevolezza del passato può accogliere con garbo una nuova e sofisticata libertà naturale, creando un’armonia che supera le epoche.
La spina dorsale del progetto è affidata ai Carpinus a spalliera, quinte verdi che disegnano lo spazio con rigore geometrico.
Su questa tela ordinata, il nostro intervento pittorico lavora per contrasto. Le linee nette non sono più confini invalicabili, ma cornici per un planting che porta morbidezza e imprevedibilità.
È un esercizio di stile dove la staticità dell’architettura vegetale viene animata dal vento e dalla luce, trasformando la percezione di un luogo che ora respira e muta.
La tavolozza botanica è un crescendo cromatico. Al sole, una vera collezione di Agapanthus — quattro varietà diverse per taglia e tono, dal bianco candido al viola intenso — dialoga con Nepeta, Salvia nemorosa e Aster, garantendo fioriture da maggio a ottobre.
Se nell’ombra Carex e Hydrangea quercifolia creano volumi densi, nelle zone più aperte le Lagerstroemia indica policormiche rompono la rigidità formale con la loro architettura naturale.
Un ecosistema complesso che prospera grazie a substrati drenanti specifici, l’invisibile ma essenziale fondamento tecnico che permette a specie così diverse di coesistere in salute.
Queste immagini, scattate a soli sei mesi dall’impianto, sono un preludio. Il giardino non ha ancora svelato la sua piena potenza scenica, eppure l’energia vitale è già palpabile.
È un’opera in divenire che consideriamo una delle tappe più significative del nostro percorso professionale. Un lavoro destinato a maturare e a sorprendere, svelando anno dopo anno come la pazienza e la cura tecnica possano elevare un progetto paesaggistico a forma d’arte viva.
