Ruolo e competenze del Garden Designer (quello che nessuno dice)

Guida alla conoscenza della figura del garden designer e a tutte quelle caratteristiche di cui dovrebbe essere in possesso.

Chi è e cosa fa il garden designer?

Il garden designer è o dovrebbe essere quella figura che conosce e comprende così bene la natura da riuscire a concentrarla in un piccolo spazio, rendendola oltretutto perfettamente fruibile per l’uomo.
Come si può immaginare, non è un compito da poco.
In paesi dove la cultura del giardino è normalmente sviluppata, il garden designer non è l’unica figura richiesta per la progettazione dei giardini. Il progettista del giardino può essere infatti un landscape designer o un planting designer.
Nel primo caso, il professionista lavora su scala più ampia, abbracciando quelle che tipicamente sono le competenze dell’architetto del paesaggio ma considerando sempre la pianta come elemento progettuale cardine.
Nel secondo caso, la pianta diventa il protagonista indiscusso e acquisisce un ruolo primario nella progettazione dello spazio. Il planting design è una disciplina in via di sviluppo e altamente richiesta da tutti coloro che scelgono un’impostazione naturalistica del giardino, vocata alla simulazione degli ecosistemi naturali.


Can Xumeo Garden, Ibiza. Progetto di Stefano Assogna

Un garden designer fortemente specializzato sul planting design può essere talvolta un formidabile alleato di studi di architettura e interior design, solitamente privi di queste figure professionali e competenze.
Solo se gli esterni vengono equiparati agli interni, come importanza, è possibile ottenere un risultato generale completo e soddisfacente.
Il garden design, oltre ad essere una disciplina particolarmente complessa, è prima di tutto una forma d’arte e come tale andrebbe trattata. Il progettista del giardino non offre esclusivamente un servizio ma qualcosa di più poiché come ci insegna il filosofo David E. Cooper in Una filosofia dei giardini, “il giardino è l’epifania di un determinato rapporto tra la creatività umana e il terreno misterioso del mondo in cui gli esseri umani agiscono”. Il giardino è dunque la massima espressione del rapporto tra uomo e natura e come tale dovrebbe essere considerato, così come l’architetto dei giardini e il giardiniere dovrebbero essere le uniche figure in grado di manifestare tale rapporto.
Oltretutto, il garden designer ha l’ardito compito di trasformare uno spazio in un luogo, creando unicità, trasporto, emozioni positive, magia, benessere e tanto altro.

Chi si occupa di progettazione dei giardini in Italia

È bene fare chiarezza sul ruolo del garden designer nel nostro contesto nazionale, profondamente alterato da una visione del giardino spesso sminuente e riduttiva.
Il garden designer è una figura centrale nella progettazione dei giardini e a seconda delle dimensioni del progetto, talvolta assume la funzione di manager gestendo tutti i gruppi coinvolti nella realizzazione, le fatturazioni e le comunicazioni con il cliente.
Qui di seguito vedremo assieme quelle che a mio avviso devono essere le competenze imprescindibili del progettista di spazi verdi, analizzando il livello di multidisciplinarietà che dovrebbe contraddistinguere questa figura professionale.


Podere Casanuova di Sicelle. Progetto di Stefano Assogna

Le competenze

Non parlerò del tipo di studi che possono essere intrapresi per diventare garden designer ma delle competenze. Queste ultime sono quelle che realmente contano in questo mestiere e non esiste in Italia un percorso di studi (a differenza di UK e altri paesi) che garantisca il corretto e completo apprendimento di questa disciplina. Chi finisce per progettare giardini talvolta è un giardiniere, un agricoltore, un agronomo, un architetto, un architetto del paesaggio, un vivaista, un ingegnere, un botanico, un biologo, un artista, un grafico o un interior designer. Ognuna di queste figure possiede delle competenze molto importanti per questo mestiere, ma da sole non bastano. Un bravo garden designer infatti, dovrebbe essere mediamente competente in tutte queste discipline per riuscire veramente a svolgere il lavoro in modo completo e professionale o, avvalersi di collaboratori abili in altre materie.
Il livello di multidisciplinarietà è dunque estremamente elevato e teoricamente renderebbe obbligatorio un percorso di studi lungo e variegato.
Tuttavia un percorso di studi simile non esiste, così come non esiste un albo, e dopo aver affrontato un percorso di formazione (anche breve) si può intraprendere la carriera del garden designer, a prescindere dal proprio bagaglio culturale.
Questo buco normativo dato dalla superficialità del legislatore, comporta una serie di distorsioni e impedisce al cliente finale di capire realmente a chi affidarsi e quali competenze valutare.
La naturale conseguenza è che chi dovrebbe offrire un reale servizio di progettazione, finisce con l’offrire un servizio di bassa qualità, sbrigativo, sostanzialmente inutile e spesso offerto gratuitamente.
Accade molto spesso che chi operi nell’ambito del verde ornamentale e del florovivaismo offra questo servizio a titolo gratuito o lo faccia comunque pagare, in modo poco chiaro, durante la fase di realizzazione.
Non è una truffa, è consentito dalla legge italiana, ma il fatto di non pagare un progetto così complesso e variegato come è quello di uno spazio esterno, o giardino o terrazzo, dovrebbe destare molta preoccupazione e indurre alla fuga. Vediamo perché.


Giardino mediterraneo a Roma. Progetto di Stefano Assogna

Tra le competenze richieste, un garden designer deve sicuramente saperne di:

  • Arboricoltura e fitopatologia. Il progettista del giardino è spesso la figura chiamata per una valutazione iniziale dello spazio esterno. Saper riconoscere gli alberi, saper effettuare una valutazione seppur breve e sommaria delle condizioni fitosanitarie di tutte le piante, è estremamente importante. Dopo questa valutazione solitamente vengono prese delle decisioni e il designer può suggerire al cliente di avvalersi di un esperto arboricoltore che possa prendere in carico la gestione del patrimonio arboreo.
    Il garden designer deve inoltre saper riconoscere una pianta sana da una malata o con problematiche che si manifesteranno in futuro. La scelta dal vivo del materiale vegetale di taglia media e grande è di fondamentale importanza e può pregiudicare la riuscita di un progetto.
    È assolutamente indispensabile conoscere approfonditamente le piante per comprendere le tecniche di potatura e saperle trasmettere e insegnare a chi poi dovrà occuparsi della gestione del giardino. È il progettista che deve fornire le istruzioni su come potare le piante in base agli obiettivi da raggiungere, sapendo distinguere una potatura errata da una bene effettuata e sapendo quanto questo può incidere sulla salute della pianta.
  • Pedologia e scienze agronomiche. Il terreno è sostanzialmente la futura casa di ogni pianta destinata a comporre un giardino. Conoscere approfonditamente questa casa, sapendo oltretutto come modificarla a seconda delle necessità, è di vitale importanza per la riuscita di un progetto. C’è chi investe un’intera carriera (così come nell’arboricoltura) nello studio del terreno, ammettendo di non saperne ancora nulla. Immaginate quanto possano essere complesse queste scienze.
    Il terreno è solitamente la variabile n.1 per la scelta delle piante e non saperne abbastanza, può portare ad errori che risulteranno fatali per la riuscita del giardino. È buona prassi effettuare delle analisi chimiche e fisiche del terreno poiché ci si affida ad una valutazione scientifica e oggettiva, piuttosto che alla propria esperienza o presunta tale.
    Le nuove tendenze ci suggeriscono che dopo un’attenta valutazione dei costi/benefici, è quasi sempre meglio partire da un nuovo substrato. Questa soluzione semplifica di molto la fase di scelta delle piante e garantisce probabilità di successo maggiori. Per motivi di budget o di altra natura, non è sempre una scelta praticabile e dunque comprendere come utilizzare al meglio il terreno esistente, seppur con molte limitazioni, è di vitale importanza per la riuscita del progetto.
    Se aveste appena comprato cento ettari di terreni agricoli, vi cimentereste mai nella semina di qualche specie senza aver prima consultato approfonditamente un agronomo? No, mai.
    Poiché il progetto deve tener conto della gestione futura, oltretutto facilitandola il più possibile, è tramite le tecniche agronomiche moderne che riusciamo a garantire una gestione semplice negli anni. Pensare che la progettazione del giardino si limiti al disegno e alla scelta delle piante vuol dire andare incontro a pericolosi errori.
    Ad esempio, la corretta scelta dei materiali pacciamanti e della loro distribuzione, è di vitale importanza per garantire un giardino sano negli anni e sostenibile dal punto di vista economico e ambientale.
  • Botanica ed ecologia. Un garden designer parla in latino, che è la lingua ufficiale utilizzata in tutto il mondo per denominare i taxa e più in generale tutto ciò che è sotto i due domini Eukaryota e Prokaryota. In realtà dovrebbe essere la lingua comune anche tra i giardinieri e di chiunque si occupa di piante. Un garden designer (così come un giardiniere) che stenta a pronunciare correttamente il nome volgare delle piante che usa e con cui ha dimestichezza, e per lo più non ha idea di quale sia quello latino, dovrebbe far scattare il campanello d’allarme.
    Le piante, a differenza dei materiali, sono elementi progettuali complessi, mutevoli, misteriosi e talvolta incomprensibili. Il funzionamento delle piante deve essere ben chiaro al progettista, così come sono chiare le caratteristiche di un gres porcellanato a un architetto che lo propone al suo cliente. La differenza è che per capire il comportamento della pianta non abbiamo etichette o schede tecniche ma dobbiamo basarci sullo studio approfondito della botanica, dell’ecologia, dell’agronomia e aggiungerci un pizzico di esperienza che non guasta mai.
    Nel nostro lavoro finiamo per utilizzare spesso le stesse piante, aggiungendone di volta in volta di nuove, ma spaziamo tra migliaia e migliaia di specie diverse con caratteristiche variegate e complesse. È piuttosto facile ed evidente distinguere il comportamento e il possibile utilizzo di un Arbutus unedo (corbezzolo) da una pianta di Achillea millefolium poiché provengono da famiglie differenti ma soprattutto differiscono per forma biologica (una è un grande arbusto, l’altra una piccola pianta erbacea). Dovete però sapere che all’interno dello stesso genere o della stessa specie, possiamo trovare in commercio innumerevoli ibridi e cultivar, tutti con esigenze colturali leggermente diverse. Immaginate quanto possa essere complesso scegliere la pianta giusta, prevedendone lo sviluppo e il comportamento negli anni a venire.
    L’osservazione del comportamento delle piante in natura è altresì assolutamente importante per aggiungere quei fondamentali tasselli al puzzle. Comprendere gli ecosistemi che ci circondano, le fitocenosi che li caratterizzano e osservarne la distribuzione, è fondamentale per provare a portare la bellezza e il virtuosismo della natura nei nostri giardini urbani.
    Ad oggi, quando si pensa ad un giardino si pensa ad una comunità di piante e dunque si guarda l’insieme, dimenticando il vecchio e ormai insostenibile approccio passato.
    Dobbiamo dunque comprendere il comportamento della singola pianta all’interno dell’ecosistema che stiamo creando. Fantastico vero?
  • Project management. Specialmente su progetti complessi, il garden designer è colui che si occupa di coordinare tutti i gruppi e i professionisti, fissando di volta in volta le priorità, accertandosi che ogni mansione venga svolta a regola d’arte e secondo i tempi prestabiliti, gestendo i pagamenti tra fornitore e clienti e rendicontando i costi. È difficile che ci siano altre figure preposte per queste mansioni; dunque, il garden designer finisce sempre per gestire tutto, diventando talvolta stretto consigliere del cliente quando si presenta una scelta difficile (come la scelta di un preventivo). Tutto questo richiede competenze in materia di economia, di management e soprattutto di relazioni umane.
  • Gestione dell’acqua. È indubbiamente uno dei punti cruciali delle sfide odierne per via dei cambiamenti climatici e delle conseguenze che essi comportano. Spesso si parla di giardino mediterraneo, di giardino naturale o di giardino a bassa manutenzione per indicare una forma di giardino che contempli l’uso di piante ad alta resistenza idrica; dunque, un giardino che ottimizzi il più possibile l’uso di una risorsa così preziosa come l’acqua. Per arrivare a questo obiettivo le strade da percorrere sono molte e passano per le soluzioni progettuali, per la corretta scelta delle piante, dei substrati e per la gestione idrica durante il primo anno (in particolar modo) e gli anni a venire. Per ottenere un giardino a basso consumo idrico bisogna inoltre saper padroneggiare la disciplina del planting design, creando comunità di piante complesse ai fini di ricreare piccoli ecosistemi parzialmente autosufficienti. L’uso dell’acqua va poi gestito in modo oculato sin da subito ed è qui che il bravo garden designer può realmente fare la differenza. Non esiste ancora una cultura legata all’utilizzo e alla coltivazione delle piante mediterranee e quasi nessuno sa come realmente gestirle. Un designer che vuole realizzare un giardino sostenibile deve saper insegnare la corretta gestione dell’acqua a chi si occuperà poi di seguirne lo sviluppo. Irrigare spesso, ad esempio, è il modo ideale per sprecare inutilmente acqua, rendere le piante mediterranee dipendenti da essa e spesso portarle a inevitabile morte.

Giardino mediterraneo a Bolgheri. Progetto di Stefano Assogna

Diamo per scontato che ci siano competenze progettuali, poiché sappiamo bene cosa distingue un designer da un ristoratore o da un alpinista: il primo sa disegnare uno spazio e gli elementi che lo compongono.
Ci dimentichiamo però la complessità di uno spazio esterno, talvolta di gran lunga maggiore a quello interno di una casa. Le possibilità che ci offre uno spazio sono ben chiare al designer ma non sempre al committente, specialmente se non proviene da culture immerse nel mondo dei giardini.
Un giardino può essere composto da innumerevoli elementi architettonici come un muro a secco, una piscina, un gioco d’acqua, una pergola, delle scalinate, dei terrazzamenti, opere di ingegneria naturalistica, ecc.
Il garden designer deve poter affrontare questi ambiti progettuali complessi, talvolta avvalendosi di collaboratori con competenze specifiche.

La scelta delle piante

Un aspetto assolutamente importante della riuscita del giardino è la scelta delle piante. Non intendo sfogliare un catalogo e decidere quale pianta faccia al caso nostro, ma recarsi direttamente dal produttore e toccare con mano.
Purtroppo, la qualità florovivaistica talvolta è altalenante, se non a tratti scadente e dunque in alcuni casi è caldamente consigliabile recarsi di persona e selezionare materiale vegetale sano e in linea con le scelte progettuali.
La scelta del produttore fa parte di quegli step fondamentali per la riuscita del progetto. Ipotizziamo di realizzare un giardino a bassa richiesta idrica.
È sufficiente comprare piante resistenti alla siccità al garden center sotto casa? Assolutamente no.
Una pianta potenzialmente resistente alla siccità deve innanzitutto provenire da ecosistemi mediterranei, semi desertici, desertici o alpini, poi, deve essere coltivata ai fini di incentivare questa caratteristica.
Una lavanda coltivata in modo tradizionale nella torba, con tanto fertilizzante, tanta acqua e magari anche ormoni, si comporterà in modo assai diverso da una lavanda coltivata in un vaso anti spiralizzazione, con uso oculato dell’acqua, assenza di ormoni e concimazioni minime (talvolta assenti in favore di sostanze naturali).
Nel primo caso abbiamo una lavanda che funziona molto bene nei garden center poiché quello che conta è esclusivamente proporre piante particolarmente “pompate” per indurre all’acquisto. Nel secondo caso abbiamo piante che si presentano con una chioma poco fitta, con foglie piccole e un look apparentemente dimesso e poco attraente. Questo avviene poiché il coltivatore si è concentrato maggiormente sulla qualità e sullo sviluppo dell’apparato radicale, invisibile al primo sguardo ma di fondamentale importanza.


Villa privata a Porto Ercole. Progetto di Stefano Assogna

La pianta coltivata nel secondo modo, una volta messa a dimora concentrerà il suo sforzo nello sviluppo dell’apparato radicale, manifestando crescita fogliare solo in un secondo momento. Se la preparazione del sito e la gestione futura dell’impianto saranno ben effettuate, la pianta continuerà a sviluppare la sua innata capacità di resistere alla siccità, vivendo a lungo e con poco.
Nel primo caso ci troveremo invece di fronte ad una pianta completamente dipendente dall’acqua sin dalle primissime fasi di impianto, aumentandone oltretutto l’esposizione a funghi parassiti sempre in agguato.
Andare da un rivenditore specializzato non vuole dire automaticamente comprare materiale vegetale sano o in linea con gli obiettivi preposti e per questo motivo la figura di un consulente esperto è di vitale importanza per la riuscita del lavoro.
Se è sufficiente selezionare il produttore per piante di piccola dimensione, la stessa cosa non si può dire per vasi grandi o per piante “esemplari”, così chiamate poiché fuori misura.
In questi casi il garden designer entra in gioco andando a scegliere personalmente le piante, selezionando quelle prive di lesioni, di malattie, ben costituite e in forma. Oltretutto, dal punto di vista estetico e dunque strutturale, solo il progettista sa realmente cosa può e non può funzionare nel futuro giardino.
L’acquisto di una pianta di olivo di grandi dimensioni, ad esempio, è un passaggio solitamente molto delicato ed è particolarmente facile commettere errori di valutazione. Questi alberi subiscono tagli importanti prima di essere immessi in commercio (in gergo detti “capitozzature”), fatti non tenendo conto della salute dell’albero ma solo ed esclusivamente delle finalità commerciali.
Tagli di quelle dimensioni sono quasi sempre un corridoio perfetto per funghi patogeni e talvolta si portano dietro virosi o batteriosi importanti. In questi casi diventa ancora più importante l’occhio esperto di un professionista e un garden designer ben formato in tema di arboricoltura saprà consigliarvi perfettamente cosa acquistare. In alternativa, un bravo arboricoltore può svolgere questa mansione in modo ancora più accurato e professionale.
Ho perso il conto di quanti olivi secolari espiantati, distrutti e venduti a cifre elevate, ho visto da clienti che poi, delusi da chi li ha truffati, si sono rivolti a noi acquistando i nostri servizi.


Can Xumeo Garden, Ibiza. Progetto di Stefano Assogna

Affidarsi al garden designer è sempre vantaggioso

Come anticipato all’inizio di questa mia guida, la realtà del mio settore in Italia è alquanto confusa, poco regolamentata e spesso preda di distorsioni dovute a buchi legislativi.
Si finisce così con l’affidarsi a chi invece dovrebbe offrire servizi diversi o limitarsi a vendere dei prodotti quali piante, attrezzi e materiali da giardino.
Una volta individuato il garden designer che padroneggia tutte le competenze da me elencate, c’è da sapere quali vantaggi possiamo ottenere dalla sua collaborazione per essere finalmente convinti di ingaggiarlo:

  • Vi darà la possibilità di realizzare un giardino effettivamente in linea con il budget stanziato. I costi di un giardino non possono essere dettagliati senza aver prima completato un processo di progettazione. Chi propone un pacchetto completo innanzitutto sta riproponendo uno schema già usato in passato con soluzioni, tra cui il tappeto erboso, facili da conteggiare. L’originalità sparisce e subentra la banalità associata a tutte quelle pratiche sbagliate, poco sostenibili e ormai retaggio di un passato con cui noi designer del futuro ci scontriamo ogni giorno. Il giardino chiavi in mano è quanto di più lontano possa esistere dal concetto di giardino, e paradossalmente è diventato oggi la norma. L’unico giardino che si può vendere è quello già realizzato, così come avviene nell’ambito dell’edilizia. Il garden designer ha dunque il compito di cucire su misura il giardino ideale per il cliente e per il luogo, informandolo sempre e in ogni fase di tutti i costi a cui andrà incontro.
  • Non ha interessi a vendere le proprie piante. Semplicemente perché non le produce e si occupa di altro. Chi propone pacchetti completi ha sempre (e giustamente) l’interesse nel vendere le proprie piante. Questo comporta un appiattimento e una riduzione delle scelte effettivamente perseguibili, e spesso dei costi assolutamente ingiustificati. Il progettista onesto indicherà dunque le piante realmente idonee per il sito, a prescindere dalla loro provenienza, non essendo commercialmente legato con alcuna realtà florovivaistica.
  • Sarà una garanzia per la qualità del lavoro. Il garden designer ha il dovere di individuare le piante dai migliori fornitori e aiutare il cliente a scegliere la ditta specializzata in realizzazione di giardini con il miglior rapporto qualità prezzo. Questo è possibile grazie alla sua approfondita conoscenza del settore che eviterà al cliente finale di perdere tempo e andare sul sicuro.
    Non sarebbe più facile se qualcuno molto più esperto di noi ci suggerisse la soluzione ideale ad un problema per noi irrisolvibile? Suppongo di sì.
  • Sarà la guida che vi aiuterà a realizzare i vostri desideri. Il giardino talvolta nasce da un profondo desiderio personale o da esigenze commerciali. Un verde ben progettato, oltre a portarci innumerevoli benefici e a migliorare la nostra esistenza, può aumentare considerevolmente il volume di affari di quasi tutte le realtà commerciali, ricettive e industriali. Scegliere un designer che rispecchi i propri valori e i propri gusti estetici sarà l’unico modo per avere uno spazio, un luogo che effettivamente ci soddisfi dal profondo. Il designer dovrà poi occuparsi di seguire l’evoluzione del giardino e guidarlo verso la sua massima espressione. Il ruolo del garden designer non finisce mai alla consegna del progetto: quello è solo l’inizio di una magica avventura.

 

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